Paesaggio
Ci sarà la luna.
Ce ne sta
già un po'.
Eccola che pende piena nell'aria.
È Dio, probabilmente,
che con un meraviglioso
cucchiaio d'argento
rimesta la zuppa di pesce delle stelle.
[1916]
Vladimir V. Majakovskij, Poesie, BUR Rizzoli
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venerdì 14 novembre 2014
sabato 25 gennaio 2014
All'amato se stesso dedica queste righe l'autore
Quattro.
Pesanti come un colpo.
«A Cesare quel che è di Cesare, a
Dio quel che è di Dio».
Ma uno
Come me
Dove potrà ficcarsi?
Dove mi si è apprestata una tana?
S’io fossi
Piccolo
Come il Grande Oceano,
mi leverei sulla punta dei piedi
delle onde,
con l’alta marea carezzando la luna.
Dove trovare un’amata
Uguale a me?
Angusto sarebbe il cielo per
contenerla!
Oh, s’io fossi povero!
Come un miliardario!
Che cos’è il denaro per l’anima?
Un ladro insaziabile si annida in
essa.
All’orda sfrenata dei miei desideri
Non basta l’oro di tutte le
Californie.
S’io fossi balbuziente
Come Dante
O Petrarca!
Accendere l’anima per una sola!
Ordinarle coi versi di struggersi in
cenere!
E le parole
E il mio amore
Sarebbero un arco di trionfo:
pomposamente,
senza lasciar traccia, vi
passerebbero sotto
le amanti di tutti i secoli.
Oh, s’io fossi
Silenzioso
Come il tuono,
gemerei,
stringendo con un brivido il
decrepito eremo della terra.
Se urlerò a squarciagola
Io
Con la mia voce immensa,
le comete torceranno le braccia
fiammeggianti,
gettandosi a capofitto sulla
malinconia.
Coi raggi degli occhi rosicchierei
le notti
Se fossi
Appannato
Come il sole!
Che bisogno ho io
Di abbeverare col mio splendore
Il grembo dimagrato della terra!
Passerò,
trascinando il mio enorme amore.
In quale notte
Delirante,
malaticcia,
da quali Golia fui concepito,
così grande
e così inutile?
1916
Vladimir V. Majakovskij
venerdì 21 giugno 2013
Ascoltate!
Ascoltate!
Se accendono le stelle,
vuol dire che qualcuno ne ha
bisogno?
Vuol dire che qualcuno vuole che
esse siano?
Vuol dire che qualcuno chiama perle
questi piccoli sputi?
E tutto trafelato,
fra le burrasche di polvere
meridiana,
si precipita verso Dio,
teme d'essere in ritardo,
piange,
gli bacia la mano nodosa,
supplica
che ci sia assolutamente una stella,
giura
che non può sopportare questa
tortura senza stelle!
E poi
cammina inquieto,
fingendosi calmo.
Dice ad un altro:
"Ora va meglio, è vero?
Non hai più paura?
Si?!".
Ascoltate!
Se accendono le stelle,
vuol dire che qualcuno ne ha
bisogno?
Vuol dire che è indispensabile
che ogni sera
al di sopra dei tetti
risplenda almeno una stella?
V. Majakovskij
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