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giovedì 31 ottobre 2013

Che fine ha fatto la spesa

La seconda volta, quel giorno, che la madre
L’ha chiamato, gli ha detto:
«Non ho più un grammo di forza. Non farei altro
Che starmene stesa a letto.»

«Hai preso le pillole del ferro?», ha voluto sapere lui.
Lo voleva sapere sul serio. Ogni giorno pregava,
senza speranza, che la cura del ferro funzionasse.
«Sì, ma mi fanno venire solo fame.
E qui non c’è niente da mangiare.»

Le ha ricordato che quella mattina
Avevano fatto la spesa per ore. Portato a casa
Ottanta dollari di provviste, da riempire
La credenza e il frigorifero.
«In quest’accidenti di casa non c’è altro da mangiare
Che mortadella e formaggini«, ha detto lei.
La voce le tremava di rabbia. «Niente!»
«E come sta la gatta? Come sta Kitty?»
Anche a lui tremava la voce. Doveva
Distrarla dal cibo; un argomento che
Non provocava altro che angoscia.

«Kitty», ha detto la madre. «Kitty, qua.
Kitty, Kitty. Non mi risponde, tesoro.
Non ne sono tanto sicura, ma mi sa
Che è finita nel cestello della lavatrice
Mentre mettevo dentro i panni. E prima che
Mi dimentichi: quella lavatrice fa
Un rumore strano. Mi sa che c’è qualcosa
Che non va, Kitty! Niente, proprio non
Risponde. Tesoro, ho tanta paura.
Ho paura di tutto. Aiutami, ti prego.
Poi torna pure a fare quello che stavi
Facendo. Qualsiasi cosa sia
Di così importante da giustificare
La pena che mi sono presa
Per metterti al mondo.»


R. Carver, Orientarsi con le stelle, minimum fax

domenica 29 settembre 2013

Per Tess

Giù nello Stretto le onde schiumano
come dicono qui. Il mare è mosso e meno male
che non sono uscito. Sono contento d'aver pescato
tutto il giorno a Morse Creek, trascinando avanti
e indietro un Daredevil rosso. Non ho preso niente.
Neanche un morso. Ma mi sta bene così. È stato bello!
Avevo con me il temperino di tuo padre e sono stato seguito 
per un po' da una cagnetta che i padroni chiamavano Dixie.
A volte mi sentivo così felice che dovevo smettere 
di pescare. A un certo punto mi sono sdraiato sulla sponda
e ho chiuso gli occhi per ascoltare il rumore che faceva l'acqua
e il vento che fischiava sulla cima degli alberi. Lo stesso vento
che soffia giù nello Stretto, eppure è diverso.
Per un po' mi son lasciato immaginare che ero morto
e mi stava bene anche quello, almeno per un paio 
di minuti, finché non me ne sono ben reso conto: Morto.
Mentre me ne stavo lì sdraiato a occhi chiusi, 
dopo essermi immaginato come sarebbe stato
se non avessi davvero potuto più rialzarmi, ho pensato a te.
Ho aperto gli occhi e mi sono alzato subito
e son ritornato a esser contento.
È che te ne sono grato, capisci. E te lo volevo dire.



Raymond Carver, Orientarsi con le stelle, minimum fax

lunedì 9 settembre 2013

Un taglio di capelli

Tante di quelle cose impossibili sono già
successe in questa vita. Lui non ci pensa su
due volte quando lei gli dice di prepararsi:
fra poco gli taglierà i capelli.


Si siede sulla sedia nella stanza di sopra, 

quella che, scherzando, chiamano
la biblioteca. C'è una finestra lì
che dà una buona luce. La neve viene
giù là fuori come i fogli di giornale si raccolgono
attorno ai suoi piedi. lei gli avvolge un grande
asciugamano attorno alle spalle. Poi
tira fuori le forbici, il pettine e la spazzola.

È la prima volta che stanno soli

insieme da un bel pezzo - senza che nessuno
debba andare in qualche posto o abbia bisogno
di fare qualche cosa. A parte quando vanno
a letto insieme. Quel tipo di intimità.

lunedì 10 giugno 2013

Bevendo e guidando

Agosto. In sei mesi
non ho letto un libro
a parte una cosa intitolata La ritirata da Mosca
di Caulaincourt.
Comunque sono contento,
vado in macchina con mio fratello,
beviamo una pinta di Old Crow.
Non abbiamo in mente nessuna meta,
andiamo e basta.
Chiudessi gli occhi per un momento
ecco, sarei perduto, ma
potrei stendermi e dormire per sempre
sul ciglio della strada.
Mio fratello mi dà di gomito.
Tra un minuto, chissà, accadrà qualcosa.

Raymond Carver, Voi non sapete che cos'è l'amore