giovedì 31 ottobre 2013

Che fine ha fatto la spesa

La seconda volta, quel giorno, che la madre
L’ha chiamato, gli ha detto:
«Non ho più un grammo di forza. Non farei altro
Che starmene stesa a letto.»

«Hai preso le pillole del ferro?», ha voluto sapere lui.
Lo voleva sapere sul serio. Ogni giorno pregava,
senza speranza, che la cura del ferro funzionasse.
«Sì, ma mi fanno venire solo fame.
E qui non c’è niente da mangiare.»

Le ha ricordato che quella mattina
Avevano fatto la spesa per ore. Portato a casa
Ottanta dollari di provviste, da riempire
La credenza e il frigorifero.
«In quest’accidenti di casa non c’è altro da mangiare
Che mortadella e formaggini«, ha detto lei.
La voce le tremava di rabbia. «Niente!»
«E come sta la gatta? Come sta Kitty?»
Anche a lui tremava la voce. Doveva
Distrarla dal cibo; un argomento che
Non provocava altro che angoscia.

«Kitty», ha detto la madre. «Kitty, qua.
Kitty, Kitty. Non mi risponde, tesoro.
Non ne sono tanto sicura, ma mi sa
Che è finita nel cestello della lavatrice
Mentre mettevo dentro i panni. E prima che
Mi dimentichi: quella lavatrice fa
Un rumore strano. Mi sa che c’è qualcosa
Che non va, Kitty! Niente, proprio non
Risponde. Tesoro, ho tanta paura.
Ho paura di tutto. Aiutami, ti prego.
Poi torna pure a fare quello che stavi
Facendo. Qualsiasi cosa sia
Di così importante da giustificare
La pena che mi sono presa
Per metterti al mondo.»


R. Carver, Orientarsi con le stelle, minimum fax

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