domenica 13 ottobre 2013

Poesia n.38

Sì! Ora è deciso. Senza ritorno
Ho lasciato i campi nativi.
Ormai non più con l’alato fogliame
Canteranno su di me i pioppi.

La bassa casa senza di me si ingobbirà,
Il mio vecchio cane è da tempo crepato.
Nelle tortuose vie di Mosca
Dio ha deciso, si vede, che io morirò.

Amo questa città intricata,
Non mi importa se è flaccida o decrepita.
La sonnolenta Asia d’oro
Riposa sulle sue cupole.

E quando di notte splende la luna,
Quando splende… Lo sa il diavolo come!
Vedo, con la testa penzolante,
Per un vicolo verso la solita bettola.

Rumore e fracasso nell’orribile tana,
Per tutta l’intera notte, fino all’alba,
Io leggo poesie alle prostitute
E mi do all’alcool con i banditi.

Il cuore batte più spesso e più spesso,
E già io parlo a sproposito:
«Io sono, come voi, uno rovinato,
Ormai non posso più tornare indietro.»

La bassa casa senza di me si ingobbirà,
Il mio vecchio cane è da tempo crepato.
Nelle tortuose vie di Mosca
Dio ha deciso, si vede, che io morirò.

(1922)


S. Esenin, Poesie e poemetti, BUR


Nessun commento:

Posta un commento