mercoledì 20 febbraio 2013
Mi sono visibili: il Cancro, l'Ariete,
Mi sono visibili, il Cancro, l'Ariete,
E il mondo è una conchiglia, appena,
Nella quale è perla
Quello di cui sono malato.
Con fischio di fruscii incede un battito, come
una Č.
E allora mi sembravano, onde e pensieri: parenti.
Come vie lattee qua e là spuntano donne.
di un caro tran tran
È impregnata la nebbia.
In questa notte poteva amare anche una tomba...
E il vino serale
E le donne serali
Si intrecciano in un'unica ghirlanda
Il cui fratello minore sono io.
Velimir Chlebnikov, 47 poesie facili e una difficile, a cura di Paolo Nori, Quodlibet
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