venerdì 29 marzo 2013

Un Cristo

Non rinuncio alla gioia che con troppa
facilità discioglie, nel segreto
delle mie intimissime manovre,
il ghiaccio dei sudori e delle prove
mancate... Questo gioco mi è consueto:
non cambio la gioia col rimorso!

Eppure sento impedimenti, piovre
che mi stringono... È Lui? Il Suo soccorso
non è divino, no: è puro gioco
che dentro il mio io scopro, come fuoco
nel fuoco, discorso nel discorso.
Il Suo piano è perfetto, non ha peso.

Io non Lo penso e certo non invoco
la Sua presenza! ed ecco che inattesi
compaiono i Suoi angeli stranieri.
Nella mia vita, freddi, i fili interi
spezzano, aggrovigliano i distesi:
salva, e inconscia, la mia preda ride...

(Quel giorno il Suo angelo fu un serio,
tranquillo contadino che MI VIDE,
altra volta fu un rapido uragano
che mi trattenne in camera, LONTANO...
E fu, ancora, la modesta effige
d'un Cristo che pendeva da uno spago

sul petto che sfioravo con la mano.)


Pier Paolo Pasolini, L'usignolo della Chiesa Cattolica, 1947

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