Di vapori vacilla e disperde,
altro annunzia, tra gli alberi, la squilla
del picchio verde.
La mano che raggiunge il sottobosco
E trapunge la trama
Del cuore con le punte dello strame,
è quella che matura incubi d’oro
a specchio delle gore
quando il carro sonoro
di Bassareo riporta folli mugoli
di arieti sulle toppe arse dei colli.
Torni anche tu, pastora senza greggi,
e siedi sul mio sasso?
Ti riconosco; ma non so che leggi
Oltre i voli che svariano sul passo.
Lo chiedo invano al piano dove una bruma
Esita tra baleni e spari su sparsi tetti,
alla febbre nascosta dei diretti
nella costa che fuma.
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