La
spensieratezza è un caro peccato,
caro
compagno di strada e nemico mio caro!
Tu
negli occhi m’hai spruzzato il riso
e
la mazurca mi hai spruzzato nelle vene.
Poiché
mi hai insegnato a non serbare l’anello,
con
chiunque la vita mi sposasse.
A
cominciare dalla ventura – dalla fine,
e
a finire – ancor prima di cominciare.
A
essere come uno stelo, ed essere come l’acciaio.
Nella
vita, in cui così poco possiamo,
a
curare la tristezza con la cioccolata
e
a ridere in faccia ai passanti.
Marina Cvetaeva, Poesie
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